L’introduzione delle norme Stage V ha stravolto il cuore dei trattori agricoli, trasformando radicalmente anche l’esperienza di chi lavora nelle campagne del cuneese. Passare da un vecchio motore senza elettronica a un moderno Kubota significa non solo guadagnare in coppia motrice, ma anche migliorare la qualità dell’aria tra i filari, eliminando finalmente quei fastidiosi fumi neri nei noccioleti e nei vigneti.
Tuttavia, questo salto tecnologico comporta una maggiore attenzione al funzionamento del DPF (Diesel Particulate Filter), il filtro antiparticolato che richiede una gestione consapevole per evitare costi imprevisti.
> Attenzione: Ignorare i segnali di avvertimento del filtro può portare all’attivazione del cosiddetto “limp mode”, con conseguente riduzione automatica della potenza e, nei casi più gravi, al blocco forzato del trattore con necessità di trasporto in officina.
La fisica del DPF: rigenerazione e funzionamento
Il filtro ha il compito di trattenere il particolato (la fuliggine) accumulato nei gas di scarico. Per mantenersi efficiente deve periodicamente “rigenerarsi”, ovvero bruciare questi depositi trasformandoli in cenere. Esistono due modalità principali:
1. Rigenerazione Passiva
Si verifica durante il lavoro sotto carico pesante (es. trinciatura o aratura). In queste condizioni, la temperatura dei gas di scarico raggiunge livelli tali da pulire automaticamente il filtro senza che l’operatore debba intervenire o accorgersi di nulla.
2. Rigenerazione Attiva
Si attiva quando il carico motore è leggero, come negli spostamenti brevi o nei trattamenti a bassi giri. In questo caso, la centralina aumenta la temperatura dello scarico tramite una maggiore iniezione di carburante: qui è fondamentale che l’operatore segua correttamente la procedura indicata sul cruscotto.
Le tre regole d’oro per evitare il fermo macchina
1. Non interrompere il ciclo di rigenerazione
Quando si accende la spia dedicata, spegnere il motore è la scelta peggiore. Se possibile, conviene aumentare leggermente il regime di giri e proseguire l’attività. Interrompere ripetutamente il processo sul nascere provoca l’intasamento irreversibile del filtro.
2. Utilizzare il tasto “Inhibit” solo con prudenza estrema
Il pulsante che blocca la rigenerazione è pensato esclusivamente per condizioni di sicurezza specifiche, ad esempio se si opera in ambienti infiammabili come i fienili. Utilizzarlo per “finire il lavoro” rimandando la pulizia è un azzardo tecnico che può costringere a rigenerazioni manuali da fermo o all’intervento del tecnico specializzato.
3. Curare la qualità di carburante e olio
I motori Stage V impongono l’uso tassativo di oli Low-SAPS (a basso contenuto di ceneri solfatate) e di gasolio di elevata qualità. Un olio inadatto può “avvelenare” il catalizzatore, intasando il DPF in tempi brevissimi e annullando i benefici della tecnologia Kubota.
Manutenzione professionale e assistenza a Pianfei
Un sistema Stage V ben gestito può durare migliaia di ore senza necessità di interventi strutturali. Tuttavia, la cenere residua — quella che rimane dopo la rigenerazione e non può essere bruciata — va rimossa con apparecchiature specifiche, solitamente ogni 3.000-6.000 ore a seconda del modello.
Presso la nostra sede di Pianfei (CN), ci avvaliamo della diagnostica ufficiale per monitorare con precisione il livello di intasamento e forzare cicli di rigenerazione controllati, ideali quando l’utilizzo aziendale non ha permesso il completamento dei processi automatici.
Hai una spia accesa o desideri un controllo preventivo del sistema di scarico? Non rischiare blocchi improvvisi nel momento clou della stagione. I nostri servizi di diagnostica e pulizia certificata assicurano al tuo motore la massima efficienza.
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